by ciclista
27. agosto 2008 11.20
Ieri ho accennato alle mie perplessità riguardo alle iniziative di ENI e del suo amministratore delegato, Paolo Scaroni legate al tema del risparmio energetico:
Provo a circostanziare i mie dubbi e prendo come riferimento una intervista di Paolo Scaroni sul tema del risparmio energetico e della responsabilità sociale delle aziende e delle persone e questo altro intervento sempre di Paolo Scaroni disponibile anche in video Scaroni al meeting di Rimini 2006 .
In entrambe sono espressi alcuni concetti generali molto importanti che condivido:
- le risorse naturali del pianeta sono limitate e dovrebbero essere disponibili a tutti;
- per il petrolio si stima che le riserve possano coprire il consumo mondiale dei prossimi 70 anni;
- gli sprechi di queste risorse sono enormi a vari livelli ma la maggior parte si concentrano nei paesi "ricchi" (America in testa);
- il prezzo del petrolio ad oggi in aumento costante è giustificato dal fatto che fino a pochi anni fa i produttori erano obbligati dai paesi occidentali a mantenere prezzi bassi: ora i maggiori investimenti necessari richiedono una raccolta di risorse economiche perseguibile solo con l'aumento dei prezzi;
- il giusto profitto delle aziende che operano nella attività di estrazione e trasformazione delle risorse naturali non dovrebbe essere perseguito a scapito di singoli (popolazioni, governi...) e in questo senso la responsabilità sociale d’impresa, non è una scelta, ma è una necessità.
A completamento dei concetti generali vengono poi esemplificati alcuni comportamenti virtuosi (auto più efficienti, ricerca di energia alternitiva, equilibri sociali da rispettare), ma l'unica cosa che veramente non viene detta è che bisognerebbe impedire l'uso di alcuni strumenti energivori: è, a mio avviso, in contrasto con tutto ciò che sopra è espresso lo sventolare il vessillo della libertà individuale quando si parla di risorse naturali. Perchè:
- le risorse naturali sono di tutti: va bene se l'azienda che si applica a trasformare la risorsa ne guadagna e con essa tutta la filiera, ma non esiste che quella risorsa di tutti venga dilapidata e quindi sottratta alla disponibilità di altri. E questo è indipendente da qualsiasi valorizzazione economica.
- lo sfruttamento come anche l'utilizzo di queste risorse ha una ricaduta ambientale a lungo termine che nessuno riesce a prevedere: si vedono oggi i risultati ma cosa succederà tra 10 anni è solo un gioco d'azzardo. E in questo ambito le società mi sembra facciano orecchio da mercante: ok la responsabilità sociale a breve termine (quella che dovrebbe compensare l'impatto locale) ma la questione non finisce lì
- il fatto che venga evidenziato che il comportamento virtuoso delle famiglie può produrre un risparmio annuo di XXX Euro accentua l'idea che con quei soldi ci può fare altro che per la grande maggioranza delle famiglie dei paesi ricchi equivale a consumare altre risorse in modo diverso.
Ora secondo me bisognerebbe essere più decisi e dire che:
- (parto dal mio "giardino"): i camper/camion/furgoni commerciali non devono poter andare a più di 110 KM/h e il motore non può uscire di fabbrica con parametri diversi - questo perchè oltre quella soglia bruciano il 40% di carburante in più.
- i SUV in città non entrano.
- le auto non devono poter circolare a velocità superiori ai limiti consentiti ( ormai diffusamente condivisi tra i paesi CEE / Regno Unito / America )
- e a seguire i motoscafi, le motociclette, il riscaldamento, etc, etc, etc
Mi direte che ciò lede la libertà delle persone... e chi ci autorizza a ledere la libertà dei nostri figli, nipoti e pronipoti di respirare aria decente e di godere in generale delle risorse del pianeta!???? Mica stiamo dicendo che le persone non debbano muoversi! O sbaglio?
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