Giuliano Pisapia e mobilità in bicicletta

by ciclista 13. giugno 2011 22.48

Gli ultimi mesi di campagna elettorale a Milano hanno dato un qualche impulso nella realizzazione di alcuni tratti ciclabili che erano nel cassetto dei nostri amministratori.

Alcuni sarebbe stato meglio rimanessero dove erano, altri - resuscitati - hanno fatto capolino in questo scorcio finale di mandato dell'ormai ex Sindaco Letizia Moratti ad esempio di come strumenti utili possano essere usati a scopo di propaganda elettorale.

Tant'è: i Cittadini (.. con la "C" maiuscola ..) non hanno gradito questa ed altre azioni intrapprese ( o meglio non intrapprese ) dalla "ex" nostra prima cittadina.

Anche io visto tale impegno propagandistico mi sono fermato nella documentazione: a breve arriveranno però i filmati come al solito per fotografare l'avvio dei lavori della nuova amministrazione.

Appunto, ora abbiamo un nuovo Sindaco a rappresentarci e si spera a guidarci in una direzione più chiara e condivisa.

Il gruppo di "Milano in bicicletta? Si può fare!" (http://www.facebook.com/home.php?sk=group_50963520108), durante la campagna elettorale, si è preso la briga di chiedere puntualmente ai candidati le loro intenzioni relativamente alle tematiche di mobilità. Un grazie di cuore all'impegno dei promotori del gruppo che mi hanno gentilmente fornito il documento che qui riporto per coloro che non sono a loro agio negli strumenti "social" di internet quali facebook:

Abbiamo posto ai candidati sindaco di Milano le seguenti domande:

1. il vostro programma in tema di mobilità in bici, con tempistiche di attuazione e copertura finanziaria;

2. le vostre critiche alla giunta uscente;

3. che posizione avete sui referendum per l’ambiente e mobilità del 12 giugno 2011;

4. siete disponibili a rispondere al gruppo del vostro operato durante il vostro mandato, nominando una persona da contattare che sia in grado di rispondere in tempi ragionevoli alle nostre richieste di informazioni?

Vi riportiamo la risposta ricevuta prima delle elezioni dallo staff elettorale del nuovo sindaco Giuliano Pisapia

1. il vostro programma in tema di mobilità in bici, con tempistiche di attuazione e copertura finanziaria - La Milano che abbiamo in mente è una città per le persone, non per le auto. Una città dove muoversi a piedi, in bici e coi mezzi pubblici sia facile, piacevole, sicuro, confortevole.

Noi crediamo che la bicicletta abbia in sé tutte le caratteristiche della “rivoluzione gentile”, di cui Milano ha bisogno e che rappresenta il senso del nostro impegno. Gli investimenti a favore della mobilità dolce, oltretutto, sono quelli che meglio si ripagano perché restituiscono benessere diffuso e qualità della vita.

Per questo riteniamo che la bici sia una risorsa per la mobilità e l’ambiente e non un mero accessorio, e a questo principio intendiamo conformare la nostra azione, se eletti.

Ciò evidentemente non significa che vogliamo “obbligare” le persone ad andare in bici, ma che desideriamo fermamente garantire a tutti coloro che anche solo desiderano scegliere questo mezzo, e oggi esitano soprattutto per paura, la libertà di farlo, in condizioni di sicurezza. E Milano ha tutte le caratteristiche per diventare davvero “amica della bici”, come la maggioranza delle città europee, nel giro di pochi anni.

Prioritaria è in questo senso la sicurezza stradale, che va favorita anche attraverso l’utilizzo dei principi della moderazione del traffico.

Sulla mobilità ciclistica non si possono improvvisare competenze, ma non si è neppure necessario dover a tutti i costi inventare qualcosa di nuovo: adattare e migliorare le esperienze più avanzate, cercare il contributo e la collaborazione dei cittadini e delle associazioni, rimotivando le molte persone qualificate che lavorano negli uffici tecnici, deve essere il nostro obiettivo costante. Ecco alcune proposte concrete.

Nel breve termine

· Adozione del Piano della Mobilità Ciclistica integrato con il Piano della mobilità generale.

L’Amministrazione comunale deve dimostrare di avere una visione di insieme e garantire la regia di tutti gli interventi a favore della ciclabilità, perseguiti con una pressione costante durante tutto il mandato, ma partendo da un inequivocabile impegno politico.

Noi sappiamo che esiste una precedente elaborazione del Piano, realizzata anche con il contributo di Ciclobby e la partecipazione dei cittadini, ma mai attuata: vogliamo partire da quella documentazione, aggiornandola per quel che serve, e conferendole anche una veste di ufficialità, per definire priorità ed obiettivi concreti in linea con la nostra visione.

· Trasformazione in “Strada 30 km/h” di tutti i controviali della città. Vogliamo dare chiari segnali che la sicurezza stradale è una priorità per Milano.

· Utilizzo regolamentato dei marciapiedi, applicando regole e buon senso. Ricordiamo che esiste una mozione del Consiglio comunale del 17 settembre 2007, votata da tutti i consiglieri, ma rimasta inattuata, che, riprendendo un lavoro di Ciclobby, individua oltre 80 marciapiedi idonei (larghi, poco frequentati, con scarsi accessi pedonali) dove, con spesa contenuta, è possibile dare applicazione all’art. 39 del Codice della strada e Regolamento del CdS art. 122, 9c, ("pista ciclabile contigua al marciapiede e percorso pedonale e ciclabile"). E’ necessario concretizzare le molte buone proposte già esistenti, passando dalle parole ai fatti.

· Installazione di attrezzature idonee per la sosta delle bici, a partire dai principali attrattori di traffico (scuole, università, stazioni ferroviarie, centri sportivi, uffici pubblici, biblioteche, ospedali, etc.) in centro e nelle periferie.

Per il lungo termine.

· Completamento ed estensione del servizio di bike sharing, affinché esso possa svolgere appieno la funzione per cui è nato: trasporto pubblico alternativo per le distanze brevi e quindi per la gestione flessibile della domanda di mobilità.

· Pianificazione della rimozione dei binari dismessi: molti binari inutilizzati creano disagio e sono pericolosi.

RISORSE: tema delicato e importante, perché la certezza di finanziamenti è necessaria per dare continuità di azione e garantire che gli impegni si traducano in realizzazioni.

Attuazione puntuale e rendicontata dell’ obbligo di destinare una quota non inferiore al 10% dei proventi delle contravvenzioni al codice della strada ad interventi per la sicurezza stradale “in particolare a tutela degli utenti deboli: pedoni, ciclisti, bambini, anziani, disabili”.

Partecipazione a bandi (regionali, nazionali, europei) per il finanziamento di progetti: va detto che in questi anni il Comune di Milano in alcuni casi non ha neppure partecipato a bandi della Regione; in altri casi lo ha fatto, ma presentando progetti poi risultati non finanziabili perché non in linea con i requisiti del bando.

2. le vostre critiche alla giunta uscente

Il Sindaco Moratti è partito con proposte condivisibili in tema di mobilità sostenibile e di promozione della ciclabilità. Ma le ha perse strada facendo. Alcune le ha iniziate e non le ha concluse, altre neppure le ha cominciate, dimostrando su questi temi una debole volontà politica.

Ad esempio, ha avviato il bike sharing. Ma, ritardi a parte, non ha a tutt’oggi concluso il progetto nei termini in cui lo aveva annunciato (5000 biciclette, 300 stazioni, estensione alla cerchia filoviaria), ed è ben distante dai numeri che aveva promesso. Oggi non dovremmo essere qui a discutere del suo completamento, ma semmai dei passi da compiere per favorire il suo ulteriore sviluppo.

Era stato annunciato un Piano della Mobilità Ciclistica, che, realizzato in collaborazione con le associazioni di scopo, avrebbe dovuto rappresentare il bike master plan per definire attività e orientare priorità, ma il documento non è mai stato approvato dall’attuale amministrazione.

Il rapporto con le associazioni è stato coltivato solo quando faceva comodo. Basti pensare al Tavolo sulla sicurezza stradale, costituito su richiesta delle associazioni per avere un luogo di confronto con l’amministrazione comunale su queste tematiche, convocato qualche volta e poi di fatto dimenticato.

Si sono perse occasioni importanti, come la recente riqualificazione di corso Buenos Aires, per dare comfort e sicurezza a chi si muove in bici. Non è stata avviata, se non in contesti marginali, la rimozione dei binari dismessi che giacciono per molti chilometri lungo le strade milanesi.

A dispetto della dichiarata importanza dei temi dell’ambiente, da molti mesi la delega non è stata più assegnata ed è rimasta nelle mani del Sindaco, che non ha però fatto nulla.

La politica degli annunci permanenti è perdente. Non migliora né la vita delle persone, né i rapporti con l’Amministrazione e la sua credibilità. Come non giova alla credibilità dell’amministrazione comunale il tentativo di dissimulare i propri ritardi con l’affannosa rincorsa delle realizzazioni dell’ultimo minuto, che sembra più un modo per collocare delle bandierine politiche rispetto a quello che sarebbe stato con tutta evidenza un clamoroso vuoto. Noi pensiamo che i cittadini siano sufficientemente accorti e consapevoli da non lasciarsi così facilmente prendere in giro.

3. che posizione avete sui referendum per l’ambiente e mobilità del 12 giugno 2011 - 5 sì, convinti

4. siete disponibili a rispondere al gruppo del vostro operato durante il vostro mandato, nominando una persona da contattare che sia in grado di rispondere in tempi ragionevoli alle nostre richieste di informazioni? -

L’Amministrazione deve aprirsi a una partecipazione civica vera.

Vogliamo ricostituire e mettere in condizione di funzionare l'Ufficio Mobilità Ciclistica, sia per garantire lo scambio di esperienze e di informazioni tra gli uffici, sia per favorire la partecipazione dei cittadini.

L’ufficio deve prevedere anche uno sportello di relazioni col pubblico che raccolga segnalazioni e dia risposte ai cittadini, in tempi ragionevoli.

Ufficio Stampa -Giuliano Pisapia

 

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Comune di Milano | mobilità sostenibile | piano mobilità ciclistica | sindaco | Giuliano Pisapia

Dove è finito il piano della mobilità ciclistica di Milano?

by ciclista 26. marzo 2009 22.56

Dunque qui abbiamo il piano della mobilità ciclistica presentato dai nostri politici - amministratori, il 7 novembre 2007 cioè dopo cinque mese dall'accesso del nostro esimio sindaco Letizia Moratti a Palazzo Marino.

Eccolo: Piano di dettaglio mobilità ciclistica (pdf 12,69 mb)  e qui una sintesi (doc 169,50 kb) 

Il piano presentato in gran pompa da Edoardo Croci e vari assessori  coinvolti ( Mobilità, trasporti e ambiente, Sviluppo del territorio, Decoro, arredo urbano e verde e Infrastrutture lavori pubblici )  prevedeva alcune azioni:

  1. Creazione di un "Ufficio Mobilità Ciclistica".... Ad oggi non se ne vede l'ombra.
  2. Creazione di un "Gruppo interdirezionale per la Ciclabilità" .... buio pesto.
  3. Bike sharing: FATTO!!!! ... 5.000.000 (cinquemilioni) di euro destinati all'opera (cosi dice Letizia Moratti).
  4. Monitoraggio permanente del sistema ciclabilità: di permanente mi sembra solo lo stato deprecabile delle ciclabili qui documentate
  5. nel 2007 erano previste queste opere:
  6. nel 2008 erano previste queste opere:

Il piano poi prevede grandi opere per il 2009 ... ma queste ve le racconto un'altra volta.

Fatto sta che sembra scomparso nel nulla. L'unica cosa certa è che sono stati messi sul piatto i famosi 5.000.000 di euro per il bikemi... ma forse non era meglio spenderli per realizzare e manutenere le ciclabili esistenti? In fin dei conti non credo che il problema dei volonterosi ciclisti milanesi sia l'impossibilità di acquistare una bicicletta, ma quello di poterla usare senza contare che i bambini e i ragazzi che sono il futuro di una mobilità più intelligente della nostra città di fatto non usano il bikemi.

Comunque dei 21Km previsti di realizzazione manutenzione di piste nel biennio 2007/2008 ne sono stati fatti 2,5Km: queste erano le promesse e queste sono i risultati!!!

 

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Una pedalata verso il centro - Milano

by ciclista 8. novembre 2008 13.37

Oggi è il primo giorno di sole a Milano dopo due settimane di pioggia quasi continua.

Le riprese video hanno subito una battuta di arresto. Me ne mancano davvero poche ormai e tutte periferiche quindi con la pioggia uso la bici solo per andare al lavoro: tuta da pioggia e un po' di sana attenzione alle frenate.

Riprendo quindi con un video di archivio. Il percorso NON è ciclabile, si sviluppa lungo Corso XXII Marzo fino in centro, dietro al Duomo. Il corso è servitissimo dai mezzi pubblici che arrivano anche fino a Linate. Diciamo che qui problemi di mobilità non ci sarebbero se non fosse per il traffico veicolare.

Alcuni dati per inquadrare il tema - stiamo parlando di un sabato mattina trafficato ma non troppo e comunque meno di quanto accada durante i giorni lavorativi:

- percorso a piedi: 23 minuti ... la gamba è la mia
- percorso in auto: 18 minuti ... escluso il parcheggio
- tram: 12 minuti ... esclusa l'attesa (+4 minuti)
- percorso in bicicletta: 8 minuti ... compresi semafori

A mio avviso gli elementi salienti della esperienza sono stati:

- la auto parcheggiate in divieto di sosta: obbligano l'invasione della corsia preferenziale dei mezzi pubblici da parte delle altre auto e il conseguente rallentamento degli stessi.

- l'assenza di vigili urbani: per cronometrare i tempi sopra indicati (piedi, tram, bicicletta) ho impiegato circa 1 ora e venti tra andate e ritorno. Neanche l'ombra di vigili o di multe sulle auto parcheggiate in divieto per ben più di 15 minuti. Certo, chi lo fa è incivile, ma qualcuno deve ben dirglielo! Stessa cosa quando poi sono ripassato in auto.

- le ciclabili servono: pavè, binari storici, slalom tra auto parcheggiate in divieto e auto che transitano impediscono di fatto l'uso della bicicletta in queste condizioni.

A proposito dell'ultimo punto mi si dirà che ci sono percorsi alternativi... purtoppo non è così  in quanto le vie parallele sono tutte con sensi unici che impediscono un accesso verso il centro (a meno di compiere infrazioni).

A voi le considerazioni finali con riferimento alle affermazioni riguardo alla mobilità milanese che il nostro assessore Edoardo Croci e il nostro Sindaco Letizia Moratti con il relativo consiglio comunale hanno fatto negli ultimi mesi: raggi verdi, rischio - elettorale - per la riduzione dei parcheggi nel caso di realizzazione di ciclabilie e così via.

Mi viene da dire che se solo facessero rispettare le norme del codice della strada con un minimo di decisione sarebbe meglio che sprecare fiato.

A proposito delle norme, in questi giorni ho scambiato qualche parola con alcuni vigili di quartiere della mia zona. I temi erano i seguenti:

- parcheggio puntuale e metodico sulle strisce pedonali in vicinanza delle scuole: mi è stato risposto che ci vuole tolleranza e che loro non possono multare tutti. Quindi i nostri bambini devono essere "tolleranti" nei confronti di chi li obbliga a passare in mezzo alla strada.

- semafori pedonali sempre vicino alle scuole: Via Dolci, Via Ricciarelli a 50 metri dalla scuola elementare e nido. Il semaforo pedonale rimane verde per meno di 6 secondi. Vi lascio immaginare alle 8.20 del mattino cosa fanno i bambini. La risposta è stata: bisogna agevolare il traffico veicolare. Quindi se vuoi portare i bambini a scuola, usa la auto.

Trovo queste conclusioni raccapriccianti!

Una iniziativa da far conoscere - Ciclabili per bambini.

by ciclista 31. ottobre 2008 08.43

Chi mi segue sa che esiste un'altro contesto dove i ciclisti possono ritrovarsi.

Il contesto è il sito www.pisteciclabili.com dove, con alcuni partecipanti, abbiamo lanciato l'iniziativa "Ciclabili per bambini" volta a recensire le piste ciclabili adatte ai bambini.

Ecco, qualcuno commenterebbe: tutte le piste ciclabili sono adatte ai bambini.

Purtroppo così non è e l'esperienza di riprese video che qui trovate lo conferma.

I requisiti per la classificazione sono semplici ma importanti:

  • sono separati dal traffico veicolare
  • sono larghi abbastanza per consentire il transito con il carrello in coda (bimbi 0-4 anni)
  • sono dotati di attraversamenti stradali regolamentati (semafori, strisce)

Ogni requisito è un concentrato di riflessioni e considerazioni che sono state anche approfondite nel forum "Iconografia 4 kids".

Da questi spazi e discussioni è nata anche l'idea di coinvolgere alcuni soggetti istituzionali che dovrebbero occuparsi anche di questi aspetti chissà se riusciremo a fare arrivare il messaggio anche a Letizia Moratti ed Edoardo Croci.

Vi invito a partecipare!!!!

PS: le ciclabili in città - soprattutto quelle milanesi - sono da spuntare con le pinze.

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Facciamo ordine nelle piste ciclabili...

by ciclista 25. settembre 2008 02.37

Ho pensato di dare un po' di forma alle varie riprese fatte e pubblicate in queste settimane.

Ne è scaturita una sorta di tavola di valutazione che è anche un elenco delle Piste Ciclabili di Milano.

Provate il colpo d'occhio!

Chissà se l'assessore Edoardo Croci o il sindaco Letizia Moratti hanno un qualcosa di simile nei cassetti.

 

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l'autore

Foto Matteo Reina

Mi chiamo Matteo e sono un milanese, che vorrebbe poter usare la bicicletta in città... la cosa non è facile! Questo sito vuole documentare e stimolare l'amministrazione a dare 2mt di pista ciclabile ad ogni bambino e possibilmente anche ai ragazzi di Milano.

Video su YouTube  Foto su Flickr

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