by ciclista
9. febbraio 2010 22.58
Bene, ricominciamo il giro.
Tutto è cominciato da qui: ciclabile di Via MonteRosa e da qui dunque riprendiamo.
Un buon anno fa è comparso questo cartello ( scusate la qualità ma l'essenziale si coglie ).

La sostanza è che dopo circa cinque anni che Il Sole 24 Ore si è insediato in Via Monterosa e dopo dieci anni che hanno devastato con i mezzi edili Viale Migliara lasciando una trincea al posto delle aiuole precedentemente presenti e la trincea è diventata immediatamente un parcheggio gratuito in mezzo ai quartieri con parcheggi a strisce gialle e blu;
Visualizzazione ingrandita della mappa
avendo avuto però cura di farsi belli belli i propri giardini con firma di noto architetto;
Visualizzazione ingrandita della mappa
ecco che finalmente decidono di pagare il conto degli oneri di urbanizzazione. Il progetto è loro, i soldi sono loro (...sarebbero del comune...) e loro cosa fanno: si rifanno l'ingresso degli uffici a nuovo, ma di sistemare ciò che hanno distrutto ad oggi non se ne vede l'intenzione.
Dal cartello: 11 mesi di lavoro , 1 Milione di euro per un progetto i cui estremi non mi sono del tutto chiari ma tant'è.
Gli 11 mesi sono passati, i lavori non sono terminati, la ciclabile (qui ripresa sui 200 metri lato ingresso uffici) si sviluppa per 400 metri circa (200 in un senso e 200 nell'altro), sono stati fatti numerosi parcheggi per le moto ma di rastrelliere per le biciclette non se ne vedono: troppo proletarie forse. Oltre questi 200 metri la ciclabile è sempre la solita Toboga Road
A voi il giudizio: a me procura l'orticaria.
by ciclista
13. luglio 2009 22.58
Il periodo è un po' faticoso dal punto di vista lavorativo e così la ricerca con il lumicino degli ultimi metri di piste ciclabili stenta ad essere completata.
Vero è che non mancano più di 1000 metri (1Km) di frammenti sparsi, e non saranno certo questi a risollevare le sorti della mobilità ciclabile del comune di Milano.
Ricapitoliamo dunque quanto fino ad oggi fatto.
L'intenzione è quello di ripetere a settembre - a distanza di un anno esatto - il ciclo di riprese e valutazioni qui sotto riportate.
Mappa piste ciclabili di Milano
|
Tavola di valutazione piste ciclabili di Milano
|
 |
 |
I risultati di questi mesi di ricognizione sono stati decisamente poco incoraggianti:
- percorsi limitati ed incompleti
- segnaletica pressochè inesistente o in condizioni pietose
- manutenzione nulla
- piste troppo spesso occupate dalle auto ed usate in modo improprio dalle motociclette.
L'aspetto che rende più triste e scandaloso lo stato delle piste ciclabili a Milano è la totale disattenzione nei confronti dell'utenza delle piste. Volete un esempio? Eccolo.
Via Monte Rosa, la "mia preferita", ore 20.10 di fronte al numero 74. Il parcheggio a quell'ora non manca in questa via eppure, su passo carraio, in piena ciclabile chi si trova?

Guardate meglio i pass:

Che ne pensate? Bastava parcheggiare due metri più in là in un parcheggio ufficiale, oppure fermarsi un metro indietro evitando di ingombrare la ciclabile. Insomma bastava evitare di fare i prepotenti.
Questi comportamenti da parte di cittadini e rappresententanti delle istituzioni vanificano qualsiasi sforzo.
by ciclista
21. marzo 2009 09.17
Eccola. E' tra le ciclabili più antiche di Milano e si sviluppa lungo Viale Enrico Fermi dove le auto sfrecciano a 100Km/h.
Fortunatamente questi 800 metri di ciclabile sono abbastanza discosti dal viale, ma purtroppo sono lì in mezzo senza capo ne coda. E' previsto che venga collegata con Via Benigno Crespi fino alla ciclabile di Piazzale Maciachini, ma ad oggi ad unire i due tracciati c'è solo il fantasioso sentiero battuto dalle persone che a piedi o in bicicletta percorrono il tratto.
Il percorso, in semplice asfalto ( che personalmente ritengo in assoluto il più economico e valido ), denota l'incuria: credo che qui l'amsa passi a pulire forse una volta all'anno; i paletti ad arco giallo sono quelli di 30 anni fa, e dalla parte di Viale Seregno le auto parcheggiano bellamente sulla pista. Sempre su Viale Seregno era previsto un sotto passo che è stato bloccato - volutamente - con detriti ... chissà quale misteriosa motivazione tecnica ha imposto questa soluzione.
Verso il centro città, poco dopo l'incrocio con Via Cormano, Via Brusoglio è possibile per mezzo del sovrappasso, ciclabile, entrare nei percorsi del Parco Nord.
by ciclista
20. marzo 2009 23.00
Giorno infrasettimanale. Devo andare a fare una visita di lavoro in zona Affori. Al solito inforco la bicicletta, la giornata è tiepida e la pedalata è piacevole nonostante il traffico della mattina. Piazza della Repubblica, Piazzale Lagosta, Maciacchini, e poi l'incubo di Via Imbonati e Pellegrino Rossi che grazie ai lavori in corso da anni sono una vera tortura per pedoni, ciclisti ed anche automobilisti. Fatto sta che arrivo in Via Assietta e faccio ciò che devo.
Per il ritorno imbrocco il percorso inverso ma accendo la video camera per riprendere questo monumento alla mobilità ciclabile: in pratica un po' di arredamento urbano malriuscito.
Si tratta di Viale Affori: 200 metri di pista ciclabile su marciapiede, in zona a traffico limitato la cui segnaletica orizzontale si confonde con il disegno in granito e marmo del selciato. In pratica è - a mio parere - inutile. La pista si interrompe su Pellegrino Rossi e lo speranzoso ciclista deve arrangiarsi ed infilarsi nella coda continua di mezzi di tutti i generi che perennemente è presente su Pellegrino Rossi.
by ciclista
14. febbraio 2009 17.27
Siamo sempre nella periferia Nord-Est di Milano e in questo quartiere tanto discusso negli anni scorsi per permessi e regole non rispettate nella costruzione dei palazzi fu costruita questa ciclabile. Ben costruita ( a parte alcuni dettagli di attraversamenti pedonali ) è, nel suo tratto finale, puntualmente occupata dalle auto in sosta permanente.
La pista si immette poi nel parco che sta alle spalle del quartiere. Forse con poco sforzo sarebbe stato possibile congiungerla con la pista di Via Padova, ma come tanti altri tratti anche questo è stato un "baratto" tra Comune e costruttore (indovinate chi è!) e quindi è fine a se stesso.